gesu bambino 01Festeggiamo il Natale di Dio, ma chi è Dio per noi?

Se Dio è un’entità indefinita, evanescente, che nessuno ha mai visto perché abita "nell’alto dei cieli", al di là delle nubi e delle stelle, nascosta nel suo mondo misterioso e inaccessibile, totalmente indifferente a tutto, allora per noi il Natale non ha alcun senso, ci sembrerà un mistero o addirittura una favola, un assurdo. Non capiamo come e perché Dio avrebbe deciso di venire sulla nostra terra, nascendo da una donna! E’ vero. I popoli di tutti i tempi lo hanno sempre atteso e lo attendono ancora. Ma come potrebbe essere concepibile che un uomo nato a Betlemme e vissuto tra noi, per di più giustiziato su un patibolo infame, sia il Creatore nostro e dell’universo!?

A dire il vero, "la divina Potestate, la somma Sapienza, il primo Amore" (Dante), ossia l’Energia eterna di Amore, è sempre stata presente nell’universo e in noi. L’ "Amor che muove il sole e le altre stelle" (Dante) , che ha creato tutto e che ci mantiene vivi, è la "presenza dinamica" che sostiene tutto ciò che esiste. Dice Silesio, un antico saggio: "Egli fa vivere l’ape e si comunica alla mosca come sostiene te e muove le galassie". "In Lui siamo, viviamo, ci muoviamo", dice san Paolo. Egli è da sempre l’unica nostra spiegazione. Il suo Natale, allora, esiste sulla terra e nel cosmo fin da quando egli ha creato tutto ciò che esiste. Tutto è suo santuario!

Ma quell’Amore assoluto che abita in noi "più intimo del mio stesso intimo" (Agostino) ha voluto prendere "forma umana", ha preso "corpo da donna", per vivere nel tempo una visibile "presenza umana". Natale ci dona e ci ricorda la presenza umana (finalmente!) di Dio, una presenza storica, visibile, tangibile che mancava alla inaccessibile divinità. Ed anche al nostro cuore! In Gesù che nasce dalla donna vergine, Dio si appropria dell’ umanità degli uomini, e diviene nostro fratello e fa di noi i suoi fratelli. Ecco perché è la più importante di tutte le feste! perché é l’inizio dell’ umanità di Dio, delle sue parole, del suo rapporto con noi, e, per noi, è l’inizio della umanità "perfetta", divinizzata. Solo Gesù è l’uomo completo perché uomo-Dio.

Ma si badi bene! A Natale non c’è spazio per alcun trionfalismo né per facili deliri! Non celebriamo alcuna "metamorfosi" di Dio in uomo, né alcuna apoteosi dell’uomo che diventa Dio cessando di essere uomo! Natale ci presenta piuttosto il vero volto di Dio. Ci demolisce definitivamente la stolta immagine di un Dio faraone e despota che tiranneggia dall’alto le creature e ci affida l’evidenza di un Bambino, regalato da una terra Vergine, un Bambino che si offre agli uomini "di buona volontà" come compagno di viaggio, che si affida come luce del mondo. Natale ci rivela la vera identità di Dio: quella di essere amore totalmente gratuito, offerto fino a partecipare persino nella morte a tutto il nostro dolore. Si instaura così la nuova era della vicinanza, della pace tra terra e cielo.

Come la luce che rischiara le tenebre della Notte santa, un Dio inimmaginabile irrompe nel buio cupo della nostra storia. Per l’uomo è l’inizio della liberazione tanto attesa, la liberazione da questo io opaco che resiste ottusamente alle evidenze della creazione e ai richiami dell’Amore. Natale inizia la possibilità del cambiamento dell’uomo in Dio.
Nel presepe, ogni anno Dio si presenta povero e indifeso davanti a ciascuno di noi. Ci ricorda così il suo eterno rischio di essere misconosciuto, o respinto, o ucciso dalla nostra libertà.
Natale, signori, ci sbatte in faccia la povertà di Dio e la sua sete di amore. E la nostra responsabilità: quella che Dio non nasce più sulla terra se non siamo noi a volerlo, se non siamo noi a farlo nascere.