La Speranza in Cristo Risorto - notiziario di Pasqua 2004 PDF Stampa E-mail
rise "Tu non sei mai stato un vero sacerdote. Penso proprio ti convenga tornare alla vita da laico". "Smetti di torturarti inutilmente. Cosa aspetti ad andartene?...
Sposati ... qualche soldo te lo daremo".
Queste sentenze senza appello risuonano ancora sovente nei "nostri" ambienti.
Frutto quasi sempre di superficialità imperdonabile e di povertà relazionale.
Sono parole prive di amore e abitualmente uccidono nell'intimo la persona consacrata.
Si abbattono come un colpo di grazia sul corpo e sull'anima di un uomo in gravi difficoltà
e in profonda confusione esistenziale e vocazionale.
Salvo qualche eccezione, sono l'inizio di un cammino in discesa fatto di impotenza, rabbia, abbandono, intemperanza; sono l'incipit per un "lasciarsi morire".
"Il Padre invece non giudica nessuno" (Gv. 5,22), non condanna nessuno a morte.
Non pronuncia sentenze definitive perché non abbandona mai il peccatore, anche se è sacerdote.
Come per ogni uomo, anche per i sacerdoti l'Amore del Padre è sempre pronto a compiere prodigi, purché trovi l'aiuto della fede semplice e tenace.
Un Amore fatto speranza reale in Cristo Risorto
che fa fiorire il deserto al di là delle aspettative e delle valutazioni umane.
La nostra opera sperimenta da anni lo stupore della sovrana benignità del Padre e la potenza di Cristo Risorto che dona la speranza della vita nuova li dove sembrava si fosse abbrutita e caricata di disperazione.
Le difficoltà del fratello sono un richiamo potente che Cristo sofferente e nudo fa alla nostra fede, perché cresca nella speranza e ci allarghi il cuore come quello del Padre! ...
è la speranza che l'uomo Gesù ha fatto sua nel salmo:

"non abbandonerai la mia vita nel sepolcro,
             né lascerai che il Tuo Santo veda la corruzione" (Sl. 16,10)

 
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