Questione di cifre? Questione di Amore - notiziario di SS. Pietro e Paolo 2005 PDF Stampa E-mail
pietro_e_paolo1 L'Annuario Statistico della Chiesa (Segreteria di Stato, anno 2002) documenta che il fenomeno delle defezioni sacerdotali (diocesane e religiose) nel mondo non è ancora in sensibile diminuzione. Il numero dei sacerdoti che annualmente hanno abbandonato il ministero, da 1006 unità nel 1997 è sceso a 930 unità nel 2000, per risalire a 1219 unità nel 2002. Il problema dei sacerdoti e religiosi in difficoltà spirituali, morali, materiali rimane problema grave, perché perdurano numerose cause, circostanze, carenze di ordine generale e personale che contribuiscono al sorgere delle crisi e degli abbandoni. (Sono le stesse cause, circostanze, carenze che, anche a riguardo delle Religiose (di voti semplici e/o perpetui) fanno registrare nel mondo 2762 abbandoni nel 1997, 2694 nell'anno 2000, 3297 nel 2002). I dati numerici sono allarmanti ma è solo questione di cifre?

  Se si cerca di capire chi è un sacerdote in crisi, non è bene farsi ingannare dalle apparenze, e non è bene fermarsi in superficie. Fondamentale, inoltre, è non essere banale dinanzi alla serietà e complessità di un problema che coinvolge l'uomo, la Chiesa, Dio stesso.

Si fa troppo presto a puntare il dito verso il prossimo squalificandolo; fa comodo ed è liberante liquidare tutto dicendo: "mi immaginavo che finisse così". Le radici della crisi di un ministro di Dio, le profondità dei suoi tormenti non le "immagina" nessuno e non è giusto condannare restando solo a guardare.

"La mia crisi sono io!". E' faticoso, per un uomo di trentacinque - quarantanni accorgersi di poggiare la propria esistenza sul vuoto interiore, di essere inconsistente e contraddittorio. E' duro sentire di "dover nascere di nuovo" e percepire la propria realtà umana, cristiana, sacerdotale come uno splendido vaso che sta andando in frantumi. Fa veramente dramma desiderare di vivere, di essere, e ritrovarsi privo di motivazioni profonde, povero di maturità. Progettare a quarantanni la ricostruzione della propria fedeltà, ricomporre la solidità, l'unità e l'armonia della propria persona, è impresa ardua, che incoraggia la fuga. Come può sussistere il sacerdozio di una persona non ancora "nata" o cresciuta veramente?

Alla radice della crisi, quasi sempre, troverai il mistero dell'opera d'arte incompiuta, della persona non amata sul serio, non formata alla fedeltà dell'intimo, dimenticata nei suoi bisogni più autentici e profondi.

Vi chiediamo tanta preghiera ed ogni aiuto, affinché i ministri di Dio, specialmente quelli che soffrono il dramma della "non esistenza", curino con vigore la propria umanità, vedano con chiarezza la propria identità, amino la propria missione.

La fedeltà alla consacrazione nei sacerdoti è un grande dono di Dio, ma è anche responsabilità di ognuno di noi.

 
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