Alla radice di tante crisi sacerdotali - notiziario di Pentecoste 2005 PDF Stampa E-mail
Carissimi,

            vi propongo senza preamboli alcuni spunti di riflessione ed anche un'esperienza da meditare. Per amare il sacerdote è necessario anche riflettere, e poi decidere.

            Cosa c'è alla radice di così tante crisi e defezioni sacerdotali?

holy_spirit 1. La gente che torna dalla Messa parla, chiacchiera, ride. Come all'uscita da un cinema. Si direbbe che abbia assistito a qualche cosa di molto normale. Non si è accorta di nulla. Eppure ciò che è avvenuto, ogni volta che accade, basterebbe a donare l'estasi al mondo intero. La gente torna dal Golgota e parla delle condizioni del tempo.

All'altare c'è un uomo che possiede una natura veramente singolare. Egli è in realtà "due persone" perché "Qualcuno" si è aggiunto a lui, lo abita intimamente, opera attraverso di lui. Ogni sacerdote ospita una Presenza potente che nessuna forza potrà mai distruggere; ma la gente non se ne accorge.
Gli stessi sacerdoti non si rendono conto di ciò che sono e possono "essere", di ciò che possono "fare", di ciò che devono "dare".
2. Esistono sacerdoti che non pregano più, che hanno perduto la capacità di desiderare l'unione con Dio, hanno perduto il desiderio di Dio. Alcuni di loro, addirittura, non bramano più la vita nello Spirito Santo, sono indifferenti allo stato di grazia.
Sono interiormente accasciati, spenti.
Sacerdoti rassegnati allo stato di morte interiore e che sono consapevoli di essere avanti nella via della perdizione. Intossicati dal veleno della resa definitiva sembrano sacerdoti rassegnati a lasciarsi inghiottire dalla tenebra finale.
I sacerdoti che hanno abbandonato gli impegni dello stato sacerdotale sono decine di migliaia: la loro vita era vita di preghiera?
Occorre riconoscere con umiltà che sovente, ciò che hanno vissuto, era il vuoto di Dio.
Per loro e per quanti soffrono il dramma dell'aridità del cuore nei confronti di Dio, noi tutti dobbiamo pregare di più. E' impegno urgente e assolutamente prioritario quello di pregare al posto loro e per loro.
Chiediamo di pregare tanto affinché si ottenga per grazia ciò che è divenuto impossibile ottenere con le sole forze umane e cioè il loro ritorno, nel cuore e nella mente, alla vita di preghiera, alla mentalità di preghiera, al cuore della preghiera.
Si tratta di ottenere per loro una grazia allo stato puro, chiedendo a Dio di accettare il rischio di un nuovo fallimento, dinnanzi alla estrema ambiguità del cuore umano. (Sl. 33,15)
Si tratta di strappare un autentico miracolo. Senza "quel dono di grazia pura", di suprema misericordia divina, quei nostri fratelli già spiritualmente morti non vivranno più (Sl. 51,12) . . . e anche noi ne siamo responsabili.

 

3.  ". . . In questo totale naufragio ho perduto tutto di me. Solo mi è rimasto un barlume di vita, quanto basta per sentirmi stanco. I pensieri nel caos, senza la luce della fede,  la volontà fiaccata e distorta, la memoria avvelenata, i sentimenti soffocati dalla menzogna. Lo stesso corpo accusa i contraccolpi del dramma dell'intimo. Non ce la faccio più. Indicatemi un deserto dove possa vomitare me stesso. Indicatemi un porto sicuro dove gettare l'ancora. E' vero, devo ricominciare a pregare ma non so più cosa sia pregare. Non ho alcun desiderio di pregare . . . "

(sacerdote diocesano, 42 anni)

 

   Dio può essere incontrato dall'uomo solo nella misura in cui l'uomo si trasforma.
Ma, è giusto domandarsi,  se l'uomo è minato nella volontà come si trasformerà?
La "risposta" è questa: tocca a tutti noi.
Investe tutti noi, urge nel cuore di tutti noi ed è responsabilità amorosa della Chiesa intera; dal Sommo Pontefice al più piccolo dei fedeli; dalla Chiesa che è in questa terra a quella celeste.
Pregare, pregare, pregare;
amare, amare, amare;
accogliere, accogliere, accogliere. (Sl. 16, 3)
La grazia suppone una natura che sia bella, vigile, gioiosa, in ascolto.
Come l'umanità della Vergine Maria.
Non possiamo fare a meno di invocare per ogni sacerdote, continuamente e umilmente, la Pentecoste!
Siamo infatti un solo Corpo e un solo Spirito. (1Cor. 12,12ss)

 
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