Lettera circolare
36 - Chiama a sé quelli che Lui vuole PDF Stampa E-mail
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Ci sono molti motivi per dubitare circa la autenticità di alcune vocazioni sacerdotali. Gli errori personali, i comportamenti poco morali, gli scandali, le valutazioni oggettive dei Superiori farebbero pensare che qualcuno non era “chiamato” e quindi non doveva essere “consacrato”. Si aggiungano le certezze che il sacerdote stesso sente circa la propria non-vocazione e i responsi della psicologia sana, della prudenza morale, dell’esperienza.
Ma siamo proprio sicuri che tutte queste considerazioni pur oggettive siano sufficienti?
Le chiamate di Dio sono misteriose e il Cielo è pieno di ciechi, storpi, muti e peccatori (Lc 14,21). Perché mai il Cielo che è su questa terra, cioè la Chiesa, dovrebbe essere composto solo di eroi e di santi?
E se Dio avesse affidato alla Chiesa proprio quell’uomo debole riconoscendo a Lei il compito di accoglierlo, dì amarlo in profondità e di guarirlo per quanto è possibile?

Gesù che ha sempre preferito gli ultimi e i deboli ci dice ancora: «Non siete voi che avete scelto me. Sono io che ho scelto voi perché andiate ...» (Gv 15,16).

Forse ciò di cui tutti abbiamo più bisogno e a cui dobbiamo mirare è la docilità nella fede semplice, è la capacità di leggere con sapienza, in modo più penetrante e soprannaturale, il mistero di Dio che “chiama chi vuole” e che affida a ciascuno di noi il suo ministro nella prova perché “lo amiamo fino alla fine”.
 
35 - Sono veri sacerdoti o no? PDF Stampa E-mail
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Esistono sacerdoti che per tutta la vita devono fare i conti con le proprie debolezze. Alcuni si trovano a doversi accettare con un carattere impossibile, altri devono sostenere l’umiliazione di qualche disarmonia nel campo dell’affettività o in quello dell’equilibrio della sessualità, altri ancora fanno fatica a sopportare il peso di conflitti profondi non risolti o la noia di un temperamento privo di ragioni per vivere, altri, infine, si trovano a soffrire le conseguenze di mancati processi maturativi della persona. Sono veri sacerdoti o no?

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34 - Aiutateci ancora a “raccogliere i frammenti” PDF Stampa E-mail
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A colloquio con un sacerdote che soffre difficoltà umane o di vocazione la prima impressione che si riceve è quella di trovarsi dinanzi ad una persona disgregata, spesse volte in frantumi. Al di là delle apparenze, quel sacerdote vive nel più intimo di sé contraddizioni e lacerazioni inaudite. Egli è venuto da noi perché qualcuno (Qualcuno?) lo aiuti a ricomporsi in unità e armonia, in verità e trasparenza. Ci si accorge subito che non ce la fa più a continuare così inconsistente e frantumato.

Aiuto al Sacerdote ama le schegge di umanità presenti in tanti fratelli, perché sperimenta da tempo che con quei frammenti, talvolta mescolati col fango, Dio ama ricreare persone luminose.

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