| Quaresima 2009: La Tenerezza |
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Santa Quaresima 2009 Tenerezza: una grazia che viene dall’alto e pervade l’esistenza, come un enorme, mite potenziale di energia. Prende spazio nell’anima come una disposizione affettiva che muove spontaneamente a voler bene, concretamente e coraggiosamente, ricercando chi è più bisognoso. Valuta tutto con gli occhi del cuore prima che con quelli della mente. Quando è nutrita da solida preghiera, allora la tenerezza è palese manifestazione di Dio. Quando assume il dolore del fratello e lo vive in prima persona, facendosene carico fino alle estreme conseguenze, allora è imitazione di Cristo. Quando persevera fino al totale dono di sé per amore di Gesù allora è perfetta letizia, sostanza di vita eterna nel pellegrinaggio terreno. L’unico modo completo di vivere la tenerezza è quello di “essere tenerezza”. Come in Gesù la tenerezza è il senso totale della vita, così in noi! La tenerezza, infatti, nella sua identità evangelica è una scelta di vita (che si chiama imitazione di Cristo!), uno stile di vita permanente, interiore e relazionale, fatto di attenzione acuta e di rispetto sofferto per il “vissuto” dell’altro. “Provò compassione”, dice il Vangelo. E’ una ricchezza divina di umanità, fatta di com-passione affettuosa e fedele; è un esercizio di “povertà” e di umiltà attraverso il “prendere i pesi gli uni degli altri” per adempiere la legge di Cristo, fratello perfetto davanti al Padre. Non si dà tenerezza evangelica senza disponibilità alla oblazione di sé, prova visibile dello spirito di tenerezza invisibile. Divenuta vita quotidiana, la tenerezza realizza nel discepolo la vera adorazione: nel povero, infatti, ricolmato di tenerezza, il discepolo raggiunge la Trinità divina di cui il povero è tempio, ancorché peccatore. “Convertitevi, quindi, e credete alla tenerezza” (Mt 1,14). Non si dà conversione quaresimale se non attraverso la brama del “cuore nuovo” creato in noi dallo Spirito di Gesù, un cuore di carne che, rispondendo alla tenerezza infinita di Dio, si trasforma e si dona totalmente a immagine della tenerezza di Cristo. Non si tratta di sentimentalismi né di emozioni vuote. Si tratta piuttosto della Energia spirituale di Dio che viene dall’alto, potenza genuina e irresistibile che viene donata a chi crede, a chi chiede. Gesù ce la dona per dare immensa gloria al Padre, rendendo visibile attraverso di noi, la indicibile grandezza dell’amore eterno che fa fiorire gesti incredibili di amore nei nostri cuori umani così deboli. Beati i misericordiosi, ossia gli uomini e le donne ricchi di tenerezza, perché otterranno misericordia. E come potrebbero non ottenerla, loro che già la incarnano come luce e potenza dell’Amore crocifisso e risorto? Le loro “viscere materne” sono ben altro che sdolcinature o illusioni, poiché la loro tenerezza è decisione cosciente e fondamentale per l’amore più difficile, fedeltà a un impegno preso con il battesimo, da rispettare ad ogni costo davanti al dolore di ogni povero “incontrato semimorto sulla via”. Il clima della tenerezza è il clima della nuova Creazione, e delle nuove comunità, in cui il perdono sostituisce il sacrificio e l’unità elimina ogni divisione tra i fratelli e le sorelle, e la terra diventa “cielo”, ossia comunione personale con Dio e con tutti. Caro fratello, cara sorella, convertitevi e credete alla tenerezza! Sia questa la vostra Pasqua! |
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| Ultimo aggiornamento ( mercoledì 02 dicembre 2009 ) |



