| Avvento 2009: Amare la Madre "poverella" |
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Cari Amici, Per questo motivo, come Madre capace di dolore, Maria rivolge le sue attenzioni ai sacerdoti in difficoltà o nella tenebra che, anche se gracili o colpevoli, vengono crocifissi perché vengono privati della dignità di persone e di figli di Dio. Il sacerdote “poverello”, escluso dalla considerazione e dalla comunione dei fratelli, giudicato e condannato fuori della santa città e della memoria, non ha e non è più nessuno. La Madre Regina li conosce tutti per nome, sa quanti sono, conosce l’agonia del loro spirito, il rischio della loro fine. Maria Immacolata nel giorno della sua festa li affida a noi, in cammino verso il Natale, affinché l’amore per loro divenga palestra quotidiana per il nostro amore e per la nostra imitazione di Lei. Ma facciamo attenzione a non insultare il Suo invito e le loro povertà se, chinandoci sulle loro ferite, ne ignoriamo l’origine, come se essi appartenessero a una Chiesa che non è nostra, come se noi non avessimo nulla da farci perdonare da loro. “Caino, che ne hai fatto di tuo fratello?”: la tua dimenticanza lo uccide. Uccidiamo il sacerdote “poverello” quando gli neghiamo il diritto ad esistere nel nostro cuore e lo lasciamo perire in un naufragio dal quale potevamo salvarlo, sicuramente, con la preghiera e la penitenza, con l’umiltà e la condivisione. “Questo popolo mi onora con le labbra, ma il loro cuore è lontano da me”. E se dimentichi i Suoi figli più poveri, come fai a pensare di amare la Madre “poverella”? “Se una madre ama e nutre il proprio figlio carnale, quanto più ciascuno di noi deve amare e nutrire il proprio fratello spirituale!” (san Francesco). Cari Amici, noi ne facciamo esperienza: veramente voi li riportate alla vita quando vi impegnate con tutta la mente, con tutto il cuore, con tutte le forze e “per sua sola grazia” a far tornare alla luce la loro dignità di uomini e di ministri di Dio; quando riconoscete in loro, comunque e sempre, il valore infinito della loro identità misteriosa e reale di “altro Cristo”. Da questa alta considerazione della loro appartenenza a Gesù nasce la convinta “con-passione”, così come avviene in Maria che li considera tesori da salvare, preziosi per il Figlio e per l’intera umanità. La loro vita può essere sorgente di un bene immenso; la loro rovina, una catastrofe per molti. Poiché in tutta la sua vita Maria Immacolata è segnata dalla relazione vitale con Gesù Sacerdote, chi potrà comprendere quanto è profonda la sua relazione con i sacerdoti, specialmente se crocifissi? E se non c’è nulla in Lei che non sia per Gesù e in Gesù, quale è la misura di amore che Lei vorrebbe riversare su ciascuno di loro?
Non siamo cristiani se non siamo umani. Il Figlio di Dio è incredibilmente umano, come sua Madre! Festeggiare, onorare la Regina Immacolata è darLe gioia. Essa ci chiede di amare i nostri fratelli sacerdoti perché sono figli suoi. Ci chiede di amarli con crescente umanità. Senza la vostra tenerezza e umiltà, che amore sarebbe? |
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| Ultimo aggiornamento ( mercoledì 17 febbraio 2010 ) |



