Cari Amici dei Sacerdoti, la sapienza della Chiesa nel prossimo tempo liturgico di Avvento ci invita a camminare verso Betlemme con il cuore in mano e a prepararci bene alla adorazione di Gesù Figlio di Dio! L’abbraccio a quel Bambino, nel quale risplende l’umanità di Dio nostro creatore, sia un incontro di vita, di amore e di stupore. Infatti Gesù nostro fratello, regalato dalla Vergine e deposto sulla paglia, ci dirà: "io e il Padre siamo una cosa sola"!

Ma perché la persona divina del Figlio si è rivestita di tanta povertà assumendo la nostra carne umana? Perché "annientò se stesso vivendo la condizione del servo, divenendo in tutto simile agli uomini"? Certamente per essere Dio veramente "con noi" nella fatica più drammatica di ogni uomo, quella di essere immagine di Dio "in vasi di creta"! e per donarci un richiamo permanente alla nostra condizione di creature fragili, basate sul nulla.

Specialmente i sacerdoti che noi amiamo sono come vasi di creta. Sarebbe illusorio e pericoloso considerarli diversamente. Creature spirituali impastate con l’argilla ferita e impura dell’umanità, anche essi sono fragili e di poco valore se lontani dalle mani del vasaio che li ha scelti e plasmati fin dal grembo materno. Impastati di fango, talvolta, per i limiti e le colpe, nulla possono, nulla di santo vogliono, senza la sua grazia. Chi li aiuterà a divenire sempre più perfetti come "vasi di elezione"? Certamente il ricordo di questa verità basilare e lo sforzo continuo del lasciarsi fare dalle mani forti e paterne del Eterno vasaio. Ma anche la intercessione della preghiera di molti, avvalorata dall’offerta della stessa vita, è per essi una questione di vita o di morte. Quale grande responsabilità, cari Amici, grava sulle nostre anime!

Ma noi tutti siamo figli di Dio in vasi di creta per una ragione altissima, una ragione che è lo scopo della creazione ed è il senso della nostra stessa vita: "affinché ogni nostra potenza sia attribuita solo a Dio" e noi possiamo meravigliarci e lodarlo perché "posso tutto in Colui che mi dà la forza!".

Anche i sacerdoti sono uomini, e quindi portano il tesoro immenso della propria identità sacerdotale in un corpo e un’anima assolutamente inadeguati ai compiti soprannaturali ed eterni di cui sono portatori. La grandezza divina del loro appartenere a Cristo Sacerdote, di cui sono il prolungamento nella storia, non li libera da un rischio costante. Come dice Papa Francesco, essi "sanno che sono di creta, ma nell’arco della vita si entusiasmano in modo tale che si dimenticano di essere di creta o si dimenticano che il dono ricevuto è un dono grande che viene da Dio e va restituito a Dio". La Chiesa - afferma – "soffre molto ogni volta che uno dei chiamati a ricevere simile tesoro in vaso di creta … crede di essere migliore, di non essere più di creta … ed è tentato di truccare e abbellire il vaso … perché crede di appartenere a una categoria superiore! Siamo di creta, fino alla fine, da questo non ci salva nessuno. Ci salva solo Gesù a modo suo, cioè non alla maniera umana … delle apparenze". Che sono menzogna.

Cari Amici dei sacerdoti, in questo Avvento prepareremo il presepio e avremo tra le mani, con gli angeli e i pastori di cartapesta, anche il bambino Gesù fatto di terra. Preghiamo tanto perché quel Dio bambino risvegli nei nostri fratelli sacerdoti la virtù dell’umiltà e la viva consapevolezza che essi compiono gesti e pensieri in nome e in persona di Cristo Dio. Si risvegli in loro la passione di glorificare Dio e lui solo, con gioia e perseveranza. E’ vero, i vasi di terracotta possono facilmente andare in pezzi. Tuttavia, sulla roccia dell’umiltà, nelle mani di un artista, possono divenire autentiche opere d’arte che abbelliscono la Chiesa.

Come quando si entra in una serra e si rimane ammutoliti per lo spettacolo di bellezza: una distesa quasi sterminata di fragili vasi di terra, di creta, offre al sole un meraviglioso tappeto di fiori dai molti colori, dalle mille sfumature. E’ l’immagine della Chiesa pellegrina sulla terra, riflesso della bellezza di Dio! Buon cammino di Avvento! Vi benedice Dio!