| Lettere dagli amici e sostenitori - Le Sorelle Clarisse |
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Monastero S. Chiara S. Pasqua 2006 Pace e Bene! Reverendo Padre Teobaldo. Abbiamo ricevuto la sua accorata lettera. L'abbiamo letta con tanta ansia, siamo restate addolorate per questo Sacerdote. La nostra vita è già una immolazione, perché nella nostra consacrazione al Signore con i santi voti abbiamo offerto tutto al Signore. Lei lo sa meglio di noi. Abbiamo fatto questo proposito di prenderci cura di questo nostro fratello Sacerdote, pregare tanto per Lui, offrendo la nostra giornata con tutto quello che il Signore vorrà da noi, pene, mortificazioni ecc.. offrendo tutto per questo fratello disperato, il Signore lo conduca nella via della salvezza. Lo Spirito Santo lo illumini e dia a noi le tenebre. L'amore del Signore deve toccare le fibre del suo Cuore, deve aver fiducia in Lui. Che l'ama tanto. Deve abbandonarsi nel Cuore di Dio che è Padre. Diceva Suor Faustina nei suoi scritti. Se avessi commessi i peccati di tutti i dannati che sono all'inferno, e tutti i peccati che si commettono sulla terra fine alla fine del mondo non esiterei a buttarmi nella misericordia di Dio. Perché so che il Signore si ferisce di più con la mancanza di fiducia in Lui, che con la nostra miseria. Sant'Agostino da peccatore è diventato Santo. Non mi dilungo. Le formulo i migliori auguri per la S. Pasqua, che gentilmente trasmetterà al nostro fratello. Sia per Lui una vera risurrezione nel corpo e nello spirito. Dica che le sorelle Clarisse pregano e si offro sempre a Gesù per Lui. Sempre in unione di preghiera, La saluto tanto cordialmente e con tanta devota stima. Dev. ma in Cristo. Abbadessa e consorelle. "Lo sguardo rivolto al fianco squarciato di Cristo, comprende "la parola"Dio è amore. E' lì che questa verità può essere contemplata. E partendo da lì deve definirsi che cosa sia l'amore. A partire da questo sguardo il cristiano trova la strada Del suo vivere e del suo amare". (Deus Caritas Est, 12) Rev. do P. Teobaldo, in questo tempo di Quaresima con tutta la Chiesa stiamo compiendo quel "pellegrinaggio interiore verso Colui che è la fonte della misericordia". Nel suo messaggio per la quaresima, il Santo Padre Benedetto XVI ci conferma nella certezza che è "un pellegrinaggio in cui il Signore stesso ci accompagna attraverso il deserto della nostra povertà sostenendoci verso la gioia intensa della Pasqua". Anche nella valle oscura di cui parla il salmista, mentre il tentatore ci suggerisce di disperarci o di riporre una speranza illusoria nell'opera delle nostre mani, Dio ci custodisce e ci sostiene. Abbiamo "riascoltato" queste parole alla luce della sua ultima lettera, quel suo appello accorato che raccoglie il mare di dolore dei fratelli più cari di Gesù, i sacerdoti. Come comunità ci sentiamo profondamente provocate ad una conversione sincera, al dono della vita nel quotidiano "smettere di adorare se stesse" per "volger lo sguardo a Colui che ha trafitto". In quel fianco squarciato poniamo con la nostra vita i sacerdoti, i travagli e le disperazioni che attraversano affinché li possano riaccogliere purificati e redenti da quel Sangue che tutti a salvato e che continua a salvare. Anche lei P. Teobaldo, si senta sostenuto dalla nostra preghiera nel suo prezioso ministero di misericordia e le giunga l'augurio di una Santa Pasqua di luce e di risurrezione, in comunione di preghiera, sr XXXXXXXX e sorelle Il Signore le dia pace Carissimo Padre Teobaldo, grazie per la sua ultima lettera con cui ha voluto condividere con noi le sofferenze della Chiesa, la sua sofferenza, che ora è anche nostra, per tanti sacerdoti in difficoltà, avvolti dalle tenebre, perseguitati dagli uomini e soprattutto senza un conforto, un aiuto umano. Diciamo con S. Pietro: "tutto quello che ho te lo do . . . ". La nostra fede, il nostro amore, la nostra preghiera possano compiere in loro il miracolo della conversione per l'intervento onnipotente del Signore che, nel suo disegno d'amore, sta compiendo, attraverso la salita al Calvario, la loro storia di risurrezione e di rinascita alla vita nuova. Non perdiamo mai la speranza che tutto avviene a fin di bene anche se sembra vincere il male. Dio ci ama infinitamente e non lascia i suoi consacrati nelle mani del maligno. Carissimo Padre, grazie per quello che fa, per la vocazione particolare affidatala da Dio e dalla Chiesa. Si senta sostenuto dalle nostre preghiere. Lo Spirito del Signore è l'effusione dei Suoi doni la fortificano, e diano consiglio e discernimento per aiutare i sacerdoti . Uniti spiritualmente le auguriamo un buon proseguimento della Quaresima insieme ad un fraterno abbraccio Le sorelle Clarisse Reverendo e Carissimo Padre, ogni volta che riceviamo da lei notizie e richiesta di aiuto, riguardo ai sacerdoti poverelle, prima di tutto rileggiamo in noi la stessa durezza di cuore degli Israeliti, spesso dimentichi delle grandi opere che il Signore compiva tra loro. Come neve al sole si sciolgono le nostre inerzie, davanti alle quali fatichiamo a morire, man mano che scorriamo le sue righe. Questo è il primo dono che riceviamo. Voglia il Signore ravvivare la nostra povera risposta alla Sua scandalosa fiducia e immettere, nei nostri cuori, un po' dell'ansia di Salvezza che ha già comunicata anche a lei. Stimarla è facile. Imitarla, quotidianamente, molto meno. A noi che riceviamo abbondantissima la Grazia, attraverso i ministri di Dio, che siamo custodite come pupilla dell'occhio, dalla vita sacramentale, dalla Liturgia, dalla predicazione, diventa veramente un rendimento di Grazia anche la supplica accorata per coloro che misteriosamente, ma realmente, continuano a vivere il loro sacrificio, umiliati, cacciati, uccisi, sui tanti Golgota di oggi. Vogliamo testardamente credere che è così, perché Dio non viene meno alla Sua scelta e anche la loro sofferenza è feconda. Così, tanto quanto ci sentiamo impotenti e soprattutto quanto crediamo al mistero della Comunione del Corpo di Cristo, fondate sulla Parola di Gesù, tanto possiamo invocare il soccorso del Padre nostro. Siamo felici di poter consegnare a lei, Padre Teobaldo, il desiderio di essere e fare del bene ai sacerdoti poverelli. Dio moltiplichi ogni talento messo a servizio dalla Vigna del Figlio. Importante ci è parso il talento consegnato da Sua Eccellenza Monsignor Salvatore Boccaccio, come ci ha fatto vedere. Rendiamo Grazie! E anche a lei, di vero cuore, la nostra riconoscenza, la nostra preghiera e offerta di collaborazione, spirituale ed economica, si uniscono all'augurio di una Santa Pasqua, affinché si realizzi in lei e per lei il mistero dell'Amore che salva. Chieda per noi viva memoria della nostra partecipazione al mistero Eucaristico e ci benedica, ancora una volta. in fraterna vicinanza Madre e Sorelle Sorelle Povere di S. Chiara Trapani 22/05/05 xxxxxxxxxx Pace e Bene! Carissimo P. Teobaldo, Gesù Sacerdote che vive e opera in lei sia sempre al centro dei suoi pensieri, delle sue azioni, del suo cuore. Grazie per tutto quello che fa e soffre; grazie per il suo immenso amore per gli amici, fratelli e padri in difficoltà; grazie per tutto quello che dice, perché mi comunica la sua intensa vita di preghiera e di unione con il Signore. Grazie da parte di quella porzione di Chiesa, sua Mistica Sposa, che dona la sua vita e vuole donarla sempre per amare, servire, accogliere, proteggere e difendere tutti i sacerdoti, specialmente quelli in difficoltà. Sono una giovane clarissa molto innamorata della vocazione di sostenere con la preghiera e l'offerta totale di sé le "membra deboli e vacillanti del Corpo di Cristo" (S. Chiara). Le ho scritto altre volte, quando però lei era ancora nella sede di prima, e mi chiamo xxxxxx Le ho sempre ripetuto nelle mie lettere la mia totale, sincera e accorata volontà, la mia ardente offerta di voler pregare per tutta la mia vita per tutti i sacerdoti, specialmente per quelli che per qualunque motivo soffrono, sono tentati e sono in difficoltà. Ricordo con particolare affetto un sacerdote molto anziano che il giorno della mia professione temporanea xxxxxxx mi si avvicinò con le lacrime agli occhi e mi chiese di pregare per lui perché molto malato. Insisteva talmente nell'accorata preghiera che per "liberarmi" (quasi mi stava facendo chissà quale "disturbo", mentre io ero felicissima di ascoltarlo!) mi si avvicinò un altro sacerdote e quasi lo scacciò da me. Quello era il momento in cui stava iniziando la processione d'ingresso per iniziare il rito della professione e tutti i sacerdoti (ricordo che erano tanti . . . che regalo immenso mi ha fatto Gesù!) si accalcavano con i ministranti nella piccola sacrestia del nostro monastero. Ma io, non curante di tutto e di tutti, mi avvicinai al sacerdote anziano scacciato e con le lacrime agli occhi gli promisi, prendendogli le mani, che avrei tanto pregato per lui! Se lei sapesse, Padre Teobaldo, quale e quanta gratitudine brillò nel suo volto, quanta gioia diede questa mia solo promessa di preghiera, che ancora a distanza di anni me la ricordo con tanta meraviglia. Spesso la gente ci chiama "inutili", perché suore di clausura. Eppure Padre noi lo siamo, non nel senso in cui lo dicono gli altri, ma nel senso in cui la nostra offerta partecipa dell'INUTILITA' della CROCE. La nostra scelta radicale ancor più che in altri religiosi/e, mostra con più evidenza e chiarezza, quando è ben compresa e vissuta, che il "chicco di grano" se muore produce molto frutto. Io mi sento davvero una suora inutile quando accolgo, abbraccio con tutta me stessa, bacio con amore grande, mi unisco, partecipando all'annientamento di Cristo mio Sposo, come un tralcio unito alla Vite, alla CROCE. E nella croce si soffre con Cristo, si muore con Cristo, si risorge con Cristo. Padre, oggi nessuno vuole più soffrire . . nessuno così vuole più amare, perché chi ama necessariamente soffre e muore e poi dopo un po' risorge. Noi sorelle siamo qui in clausura per dire è BELLO soffrire, morire con Cristo perché solo così sperimentiamo la grande dolcezza di dare la vita per i fratelli. E' bello "partorire" figli e anime a Dio Fonte della Vita. E tutto questo è BELLO e GIOIOSO e SOAVE e DOLCISSIMO, PIENO di CONSOLAZIONE, GRATIFICANTE, BEATIFICANTE, TRASFIGURANTE, RIDONDANTE VITA ETERNA, SAPIENTE . . . Padre, io sinceramente sono proprio una suora inutile! Certo, io non mi azzarderei a dire a delle radici di un albero: "Siete inutili perché non fate del bene a nessuno e siete nascoste", perché le radici potrebbero rispondere: "Se siamo "inutili" (in senso negativo, cioè), per favore non cercate più frutti nell'albero perché non ve ne possano essere certamente senza il nutrimento delle radici". E nemmeno mi azzarderei a dire al cuore: "Sei inutile perché non annunzi la Parola, non pratichi le opere di misericordia corporale ai bisognosi", perché il cuore potrebbe rispondere: "Se sono inutile, per favore non cercare più il sangue vitale nelle membra, perché certamente non ne troveresti da nessuna parte senza la mia attività cardiaca . . . nascosta e silenziosa". Nessuno di noi è indispensabile, ma tutti siamo necessari e preziosi, dono di Dio l'uno per l'altro. E tanto più un membro soffre, tanto maggiormente si deve amare e curare. In riferimento a questo, io vorrei tanto, come il "chicco di grano", marcire per donare la vita a quel sacerdote diocesano 42 anni, di cui lei ha scritto nell'ultima lettera di pentecoste. Nelle brevi righe riportate nella lettera, questo sacerdote diceva: " . . . indicatemi un deserto dove possa vomitare me stesso . . . un porto sicuro dove gettare l'ancora". Queste righe mi hanno tanto commosso, perché in lui ho sentito il grido di Gesù sulla croce: " Dio mio, Dio mio perché mi hai abbandonato?" Si può forse dimenticare una Donna (la Madre della Chiesa) del proprio bambino? Io non ti dimenticherò mai, dice il Signore. Ecco la fedeltà Assoluta a Dio. La Chiesa si può dimenticare di questi suoi figli? Forse, forse gli uomini, ma Dio MAI! Padre se può, se vuole, la prego mi faccia un grande regalo. Dica a questo sacerdote diocesano che c'è una suora inutile, tanto contenta di appartenere a Cristo, che desidera fortemente questo: Voglio il vomito di se stesso, di tutta la sua amarezza, di tutto il suo dolore, di tutto il suo buio e me lo riversi nelle mie "mani", (perché concretamente essendo in clausura non posso fare niente per "lei", nemmeno venirla a trovare), non nel mio "grembo" (perché non potrei sostenere tutto il peso e una parte potrebbe scivolare giù) "ma nel mio cuore" che si fa capienza per lei: Come un calice, il mio cuore, donato tutto a Cristo, si vuole far CAPIENZA assoluta (per quanto posso), perché il mare della sua amarezza lo riempia fino all'orlo, e così in Cristo lo possa offrire al Padre. Io, come quella "gocciolina d'acqua" che all'offertorio si unisce al vino, con l'offerta di tutta me stessa, invocherò lo Spirito Santo, e Dio trasformerà per lei questo mare di amarezza in OCEANO di consolazione, di dolcezza, di pace, di riconciliazione, di gioia. La luce dello Spirito di Dio squarci e vinca con potenza le tenebre del passato e del presente per non ricadervi più nel futuro! Carissimo sacerdote diocesano, la prego, si raccolga in silenzio davanti al tabernacolo e dica solamente questo: " Gesù Eucaristia ricevi questo piccolo calice che è il cuore di Sr Chiara Benedetta, io vi metto dentro tutto il mare della mia amarezza, del mio dolore, le mie lacrime . . . perché Tu lo cambi per me in oceano di Pace, di Gioia, di Consolazione . . !!" E così celebrerò con lei la mia Messa! Se non potesse o non volesse farlo, io pregherò lo stesso per lei, particolarmente durante la Celebrazione Eucaristica e invocherò lo Spirito Santo assieme al sacerdote celebrante. Carissimo P. Teobaldo, come certamente lui sa e vive, l'amore non è semplice romanticismo. Con Cristo si sperimenta il lieto soffrire, il lieto morire, il lieto organizzare, perché con Lui la Croce fiorisce sempre e dà frutti per l'eternità. Con immensa stima, affetto, riconoscenza, sua, perché di Cristo, chiedendo di benedirmi, ripeto . . . sua Sr. xxxxxxxxxxxxxxxx Ps: Potrebbe dirmi, per favore, il nome del sacerdote diocesano? Lo attendo per iscritto per custodirlo nel mio cuore. |
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