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Il cuore dell’ Anno Sacerdotale
"Cuore dell’ Anno Sacerdotale è l'Eucarestia". L'autenticità di ogni nostro impegno si misura dal valore che noi diamo all'Eucarestia e al Sacerdozio. Senza questa adorazione del Mistero della divina reale presenza, unita al ritorno verso i più poveri, non si vive l'Anno
Sacerdotale.
Ma quale ritorno è credibile e fecondo se dimentica ed esclude l'abbraccio con i sacerdoti, "specialmente quelli poverelli e abbandonati di questo mondo?" (san Francesco).
Nella Chiesa sono decine di migliaia i preti che hanno lasciato.
Cosa avete lasciato? E come avete lasciato? Quanto avete sofferto? E come avete sofferto? Quanto hanno sofferto, come voi, i vostri familiari, le vostre comunità, i vostri superiori?
Nella Chiesa sono tanti i preti che vivono crisi di identità (non so più chi sono), di ministero (non so più cosa devo fare), di ruolo (a cosa serve il prete).
Moltissimi stringono i denti e continuano nell'esercizio del ministero. Altri stringono i denti ed iniziano un doloroso (e spesso non compreso) periodo di verifica e di ricerca. Altri ancora preferiscono continuare a lavorare rinviando a chissà quando la risposta a domande che non ammettono ritardi.
Preti contenti, preti sereni, preti realizzati, preti stanchi, preti delusi, preti in ricerca, preti che hanno smesso di cercare, preti fragili, preti che vivono compromessi laceranti, preti vittime di sbagli altrui, preti che debbono piangere i propri sbagli, preti immaturi, preti affannati, preti che convivono, preti che hanno dei figli, preti che aspettano la dispensa, preti sposati solo civilmente, preti arrabbiati, preti emarginati dalla Chiesa.
Solo Dio conosce questo elenco che comprende tutti i preti della terra.
E solo Dio sa cosa c'è nel cuore di ogni prete: grazia e peccato, luce e tenebre, verità e menzogna. Lasciamo dunque che sia solo Dio a giudicare.
A noi tutti invece spetta il dono e l'impegno di vivere l’Anno Sacerdotale tentando di imitare il cuore di Dio, anche nei confronti dei sacerdoti, qualunque sia la loro situazione.
Questo anno giubilare è per i preti, i vescovi, i religiosi, le monache, una occasione unica ed irripetibile per rivedere atteggiamenti e comportamenti nei confronti dei preti in difficoltà.
Smettiamola di scandalizzarci se un prete vive crisi dolorose. Smettiamola di isolarlo come se fosse un lebbroso. Smettiamola di mormorare sul "perché ha lasciato". Smettiamola di alimentare "voci di corridoio". Smettiamola di sottolineare più le sue infedeltà che le sue fragilità. Smettiamola di parlare male dei preti, dei vescovi, dei superiori, del papa, della Chiesa: così facendo, parliamo male di noi stessi.
Smettiamola di considerare solo fragile il prete e non anche responsabile della sua situazione. Smettiamola di considerare il prete solo responsabile della sua situazione e non anche fragile. Smettiamola di pensare che sono affari solo suoi. Smettiamola di ordinare preti persone con evidenti squilibri umani. Smettiamola di evitare i preti sposati. Smettiamola di non aiutarli a cercare lavoro. Smettiamola di non coinvolgerli nelle attività pastorali, come se fossero pericolosi. Smettiamola di fare tutto questo (e non solo questo).
Forse questi non sono comportamenti evangelici.
L’Anno Sacerdotale è per i preti in difficoltà, in crisi, in ricerca, laicizzati ... una occasione unica ed irripetibile per rivedere atteggiamenti e comportamenti nei confronti della Chiesa, dei pastori, dei superiori.
Smettetela di considerare la Chiesa sempre e solo come la fonte dei vostri problemi. Smettetela di sentirvi perseguitati. Smettetela di mettervi "di fronte" e non "accanto" alla Chiesa. Smettetela di essere arrabbiati, frustrati, ribelli. Smettetela di scrivere sui giornali laicisti. Smettetela di contrapporvi alla Chiesa.
Smettetela di considerare la Chiesa sempre e solo come matrigna e non anche come madre. Smettetela di dire che il celibato non lo avevate liberamente scelto e che è solo una legge ecclesiastica. Smettetela di tacere anche sulle vostre personali responsabilità. Smettetela di aggregarvi solo tra di voi e non anche con i sacerdoti che tuttora esercitano il ministero. Smettetela di restare nell'anonimato nei confronti delle parrocchie nel cui territorio abitate.
Smettetela di sottolineare solo le vostre fragilità e non anche le vostre infedeltà. Smettetela di pensare che la Chiesa vi debba amare solo nei modi da voi suggeriti.
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