Fatti di vita
Salga reverendo PDF Stampa E-mail
Il mio turno è terminato. Finalmente riporto l'autobus pubblico al deposito, come ogni notte. Piove sui tetti, piove sulla strada. Sono contento. È mezzanotte, tra poco dormirò.
Sul marciapiede vedo fermo un vecchietto, con uno strano vestito nero, uno strano cappello rotondo. Guardo meglio: è un vecchio prete. Sotto la pioggia, cosa aspetterà?
Mi accosto con l'autobus vuoto. Non dovrei, ma gli dico: "Salga, reverendo!" Lui non si muove. Un autobus tutto per lui, a quell'ora! Crede che sia uno scherzo. Insisto e lui sale adagio i due scalini, di fianco come fanno i vecchi. Si siede subito dietro di me.
Sono al deposito. Gli dico che purtroppo siamo arrivati e che se avessi potuto lo avrei portato fin sotto casa. Ma lui, guardandomi fisso negli occhi e stringendo le mie mani tra le sue mi ha detto una cosa veramente strana: "Grazie, buon samaritano. Sarai con me in Paradiso!".
 
Una forte nostalgia! PDF Stampa E-mail
Ho incontrato un sacerdote di settantadue anni, laicizzato da quarantacinque. La vita gli ha dato "tutto": una moglie adorabile, quattro figli oggi grandi, che adorano il papa, la gioia dei nipoti, il pieno successo nella professione, la ricchezza, la stima degli amici, una salute ancora solida. Una vita invidiabile. Ma cosa viene a chiedere?
"Aiutatemi a ottenere di poter celebrare l'Eucarestia! Datemi la possibilità di perdonare i peccati! Mandatemi in un eremo, anche povero e lontano, oppure in un santuario di Maria; dove io possa pregare, consacrare il corpo e il sangue di Gesù, perdonare le colpe degli uomini".
Era Cristo sacerdote che mi supplicava in lui?
 
Il Servizio è nato così PDF Stampa E-mail

Il due agosto ‘75, festa della Madonna degli Angeli, a mezzogiorno al suono della campana del convento si presentò un povero chiedendo da mangiare. Si vedeva chiaramente che era un uomo distrutto, nel corpo e nell’anima. Al frate portinaio disse:
«Sono un prete accattone e sono anche un vigliacco perché non ho la forza di farla finita. Vivo accattonando e morirò sotto qualche ponte».
I frati lo accolsero e lo trattennero. Nella riunione della comunità raccontò loro di sacerdoti disperati e di sacerdoti peccatori. «Ce ne sono molti come me - disse - sarebbe molto bello poter fare qualcosa per loro».
Il Servizio nasceva così. Quel prete accattone portava con sé un grande dono: Dio stesso, che ci rivelava la sua volontà e voleva iniziare con noi un nuovo cammino di misericordia.

 
Mi ritrovo nell'orto degli olivi PDF Stampa E-mail
Un altro sacerdote, anziano e sofferente, laicizzato da anni mi ha confidato: "Dipendere! Dipendere da tutto e da tutti: ecco la mia Messa. Non posso celebrare più l'Eucaristia ma il Signore mi ha insegnato che non ho ricevuto invano questa carne. Ogni giorno mi ritrovo nell'orto degli olivi e attendo che si compia il mio personale sacrificio. Quale gioia accorgersi che Dio si nasconde dentro al dolore, che il dolore è l'abbraccio di Dio!".
 
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