Fatti di vita
Stretti, stretti, come fratelli PDF Stampa E-mail
Uno di voi mi ha detto: «stai tranquillo. Noi tutti peccheremo anche domani. Noi siamo qui per chiederti di restare, di non allontanarti, di non stancarti di noi. Pregheremo insieme aspettando l’aurora. Magari intirizziti dal freddo del cuore e nauseati della vita, ma sempre stretti, stretti, come fratelli impauriti. Chi sa che Dio non abbia indotto lui stesso le nostre tragedie perché voleva che ci incontrassimo e restassimo insieme, finalmente? Chi sa che Lui non abbia inventato proprio per noi questo nuovo modo segreto per tenerci con sé, pur facendoci credere che siamo lontani da Lui? Chi sa che, mentre diciamo “perché mi hai abbandonato” in realtà Lui stia sorridendo a questo gruppo di fratelli tutti sbandati ma tutti riuniti? Il resto verrà. La grazia non è opera nostra, ma so che verrà. Ciò che conta non è essere impeccabili, ma voler essere salvati. Se rimarrai, anche tu otterrai la grazia di lasciarti salvare».
 
In cinque eravamo sicuri PDF Stampa E-mail
Eravamo sicuri tutti, il padre spirituale, il vescovo, lo psicanalista credente, il sacerdote interessato, un suo intimo amico: «E' bene che tu ti laicizzi».
Il sacerdote che non celebrava da due anni andò a trovare la sua vecchia madrina di Messa per comunicarle la decisione. Era una anziana malata da dodici anni, debole solo fisicamente. Non lo fece parlare. Scandendo a stento le parole ma con fermezza gli chiese di confessarla, di celebrarle una Messa, di darle il corpo del Signore, di pregare con lei: «Sono da tanti anni legata a questo letto e offro ogni giorno la mia messa di dolore per te. Se non vuoi farlo per tutta la Chiesa fallo almeno per me!».
Il sacerdote capì chiaramente che era Dio stesso che lo aveva atteso in quella stanza per donargli un richiamo irresistibile.
Da anni, quel sacerdote è felice nel ministero sacro, a servizio di tutta la Chiesa.
In cinque eravamo sicuri.
Di sicuro c’è soltanto la certezza che Dio si rivela sempre prima o poi e che molto spesso si serve della fede e del dolore dei semplici.
 
Ora sono di nuovo prete PDF Stampa E-mail
… ora sono di nuovo prete, o forse sono un prete nuovo. Capisco di più i preti, li amo, li ascolto, cerco di aiutarli, prego per loro. E capisco di più la gente con le sue fatiche, illusioni e delusioni.
Conosco meglio il meccanismo perverso della tentazione e la fragilità incredibile del cuore umano.
La mia agenda è di nuovo piena di impegni, lavoro per il Regno con convinzione ed entusiasmo, riempio quaderni di meditazioni, invento con fantasia e con facilità occasioni per parlare di Te. Mi affascina la Tua umanità e voglio che altri godano della Tua amicizia...
Ma ora parlo con Te. Non sempre. Non come e quanto dovrei.
Non è mia abitudine dare consigli ai preti, ma questa volta faccio uno strappo alla regola, senza sentirmi presuntuoso per questo.
Vi scongiuro: usiamo misericordia con gli altri preti. Ma con noi stessi usiamo solo la verità.
 
Hai sbagliato... devi pagare! PDF Stampa E-mail

Siamo disposti a perdonare ogni errore se non ci costa niente. Ma quando il perdono coinvolge il nostro portafoglio allora diventiamo furibondi, e molto difficili.
“Sono ricattato e ho tanta vergogna a dirlo. Mi puoi aiutare?”.
La risposta è immediata: “il ricatto è una cosa molto brutta... e poi tu hai sbagliato troppo... devi pagare, per imparare una volta per tutte... non vorrai mica che io...”.
Certamente. Abbiamo ragione. In fondo, Gesù sacerdote sommo ci era costato soltanto trenta denari (Mt. 26, 15), per liberarci di lui avevamo pagato soltanto il prezzo di uno schiavo qualunque. Ma per questo sacerdote ci vuole troppo!

 
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