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33 - Un Giubileo Sacerdotale fatto di ascolto |
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Quando una persona povera ci viene incontro e ci chiede aiuto, temiamo di perdere qualcosa, di restare contagiati dalla sua povertà. Se ci accostiamo al suo dolore, sentiamo che è necessario cambiare il nostro modo abituale di leggere la realtà, il nostro stile di vita. E c'invade la paura.
Il povero che bussa alla nostra porta e che ci chiede di condividere la sua fatica, ci chiede di cambiare «dentro».
Nei confronti del sacerdote in difficoltà accade così. Abbiamo timore di stringergli la mano, di accoglierlo, di amarlo. Abbiamo timore perché - se siamo sinceri - egli ci chiama in causa, mette a nudo l'autenticità del nostro vangelo, sfida molte nostre certezze.
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I doni ricevuti da Dio lungo questo nostro servizio d’amore sono veramente tanti, e il valore di ogni dono è sconfinato.
I sacerdoti che abbiamo amato e con i quali abbiamo sofferto e poi gioito nel Signore; le religiose e le anime devote che per loro e per noi hanno pregato senza interruzione; i laici cristiani, amici evangelici, che li hanno aiutati nelle mille necessità; i benefattori che, mossi dall’amore per Gesù, hanno reso possibile ogni nostro gesto d’amore: sono soltanto alcune tra le innumerevoli manifestazioni della predilezione che Dio ha avuto per noi!
Attraverso una così abbondante esperienza di grazia (o Sapienza, che ci consentì di gustarti profondamente!) il Signore ha voluto rivelarci il suo volto. Tornano alla memoria le sue parole, rivolte ai primi sacerdoti: «Chi ama voi, ama me». Per coloro che amano i sacerdoti l’esperienza della riconoscenza di Dio è dono quotidiano.
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31 - Essere soltanto la grotta di Betlemme |
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Sono ancora molti i sacerdoti che, nei momenti più difficili della loro vita, hanno bisogno di “un po’ di paglia” dove riposare, di un luogo di speranza dove ritrovare se stessi. Sovente “per loro non c’è posto nell’albergo”. Non alla tavola, non nel cuore, non nella memoria dei fratelli.
Per ciascuno di questi figli, cerchiamo di essere soltanto la grotta di Betlemme: un approdo dopo tanto intimo vagare, un riparo nella notte per quel bambino che è sempre presente in un uomo in difficoltà, un rifugio inatteso per chi sovente è stato frainteso, una possibilità di tepore affettivo, una proposta di compagnia. E poi una solida amicizia.
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